domenica 28 agosto 2016

Gregorio Allegri, Miserere



IL SEGRETO DELLA CAPPELLA SISTINA A CUI MOZART APRI' LE PORTE



Gregorio Allegri
Il Miserere (latino: "Abbi pietà") è una composizione acappella di Gregorio Allegri basata sul salmo 51 (50) della Bibbia, composto probabilmente intorno al 1630 durante il pontificato di Urbano VIII, da eseguire a luci spente nella Cappella Sistina durante il mattutino come parte del servizio delle tenebre della Settimana Santa.
L'opera, famosa per la sua bellezza e per il profondo senso mistico che suscitava negli ascoltatori, era circondata da un'aura di fascino ancor maggiore perché non poteva essere copiata o asportata: la leggenda voleva che i papi, perché tale segreto non fosse divulgato, avessero posto la scomunica come conseguenza della violazione di tale divieto. L'unico modo per udirla era presenziare alla Liturgia delle Tenebre nella Cappella Sistina.
Dunque molti viaggiatori, dopo aver ascoltato il brano, raccontarono della sua bellezza, ma nessuno ne possedeva lo spartito, che non poteva quindi essere eseguito altrove. Tre copie autorizzate vennero distribuite fuori dalla Cappella Sistina prima del 1770: una a Leopoldo I d'Asburgo, una al re del Portogallo e una a Giovanni Battista Martini (1706-1784. Erudito francescano e stimatissimo musicista di Bologna).
Mozart bambino
Nell'aprile 1770 il quattrodicenne Wolfgang Amadeus Mozart si trovava a Roma insieme al padre Leopold; Comunque, l'11 aprile a Roma Wolfgang ascoltò il mattutino del Giovedì Santo col Miserere e tornato a casa lo trascrisse grazie alla sua prodigiosa memoria. I due ritornarono dopo due giorni nella Cappella Sistina, dove il giovane, col manoscritto nascosto nel cappello, potè correggere i pochi errori che aveva fatto.
La cosa si riseppe in Roma e il papa, divertito dalla prodezza del giovane musicista, lo premiò decorandolo con lo Speron d'Oro.
Leopold Mozart, padre di Wolfgang, in una lettera ad Anna Maria Pertl (la madre di Mozart) del 14 aprile 1770 comunicò che: «A Roma si sente spesso parlare del famoso Miserere, tenuto in tanta considerazione che ai musicisti della cappella è stato proibito, sotto minaccia di scomunica, di portarne fuori anche una sola parte, copiarlo o darlo a chicchessia. Noi però l'abbiamo già, Wolfgang l'ha trascritto a memoria, e, se non fosse necessaria la nostra presenza al momento dell'esecuzione, noi l'avremmo già inviato a Salisburgo. Infatti la maniera di eseguirla conta più della composizione stessa, e quindi provvederemo noi stessi a portarla a casa.»
Leopold Mozart
Dopo la trascrizione di Mozart, la minaccia della scomunica venne tolta. Tempo dopo, Mozart incontrò il compositore inglese Charles Burney, il quale si fece dare la copia, la confrontò con la trascrizione che il papa aveva concesso a Giovanni Battista Martini e la portò a Londra, dove venne pubblicata nel 1771. L'edizione di Burney, tuttavia, non includeva la particolare ornamentazione rinascimentale non scritta, ma semplicemente tramandata da interprete a interprete nella Cappella Sistina, che rendeva il brano tanto lodato.
L'accuratezza nelle esecuzioni, che esisteva un tempo nella Sistina, era un requisito indispensabile per la perfetta riuscita del miserere. Di questo brano non si comprende l'effetto alla sola lettura per via della grande semplicità delle note, ma esisteva nella Cappella Sistina un'antica tradizione esecutiva che ne faceva risaltare i meriti, dandogli una sfumatura espressiva unica.
La famiglia Mozart
Molti artisti hanno musicato questo salmo penitenziale, ma l'opera di Allegri è probabilmente la più famosa, ed il suo fascino particolare deriva in parte dal suo stesso contenuto musicale, in parte dai misteri che ne avvolgono la storia. Probabilmente non abbiamo più l'originale: la versione comunemente nota oggi è piuttosto diversa da essa, contiene in particolare nella voce del soprano del secondo coro il Do sovracuto che Allegri non ha mai scritto.
La versione Top C (con il Do sovracuto), nella pur bizzarra elaborazione, ha comunque una bellezza che non lascia indifferenti, ed è diventato uno dei pezzi di musica sacra più popolari, anche se ha poco a che vedere non solo con quello che Allegri scrisse, ma neppure con ciò che fu mai cantato nella Cappella Sistina.
Bisogna segnalare che recentemente alcuni complessi musicali hanno recuperato – se non l'originale perduto – versioni filologicamente più aderenti allo scritto di Allegri.

Esecuzione del coro della Cappella Sistina durante la liturgia pasquale: